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Della Libertà – un libro di Samuele Chiappa

“Della Libertà non è un saggio filosofico alla ricerca di come essere liberi, non tenta di fornire risposte, non si pone in una posizione di insegnamento ma è il riflesso della società che rinuncia ad alcune libertà per salvaguardare la vita. È un viaggio per riflettere e approfondire il vero senso della libertà. Della Libertà vuole fornire attimi di respiro in un mondo che va troppo di fretta: un mondo adulto che spesso confonde la libertà con l’arroganza, un mondo giovane che confonde la libertà con l’assenza di regole e responsabilità, un complesso sociale che tenta di limitare il concetto di libertà ad azioni superficiali ed immediate. Tutti noi vorremmo godere della libertà, quella che ci permette di essere noi stessi in ogni circostanza e non sottomessi alle regole del politicamente corretto e del socialmente accettabile. Eppure, la sola libertà che abbiamo è quella che possiamo trovare in noi stessi.”

– Sei anni fa mi hanno nominato “guerriero” in quel reparto, ed oggi, da ragazzo e da adulto, oltre a voler diventare un punto di riferimento ed un portatore di vita, vorrei essere lo “scudiero” dei guerrieri di oggi.

– ho deciso di sostenere questo progetto (“Quasi a casa” n.d.r.) perchè nella lunga degenza in ospedale avrei avuto molto bisogno di questo “servizio”. penso che, ora che sono qui fuori abbia il compito di dare a chi sta lottando ciò che non ho avuto io, ma che avrei voluto avere con tutto il cuore.

– l’iniziativa è fondamentale e unica nel suo genere: garantire una giornata a casa, una mattinata in casa piuttosto che trascorrerla in viaggio o in ospedale penso sia oro sia per i guerrieri che per i loro familiari.

– quando ero in ospedale mi dicevano: “Quando uscirai di qui ti dimenticherai di tutto, ed è giusto così ed è così che succederà”. ed era vero, insomma è umano dimenticare i “traumi” passati per poter andare avanti, è biologico. ma io non voglio dimenticare, voglio ricordare tutto il bene che queste persone mi hanno dato, del loro amore gratuito e di come mi hanno amato come un figlio.

Questo libro vuole sancire un passaggio fondamentale: dall’essere un ragazzo all’essere più adulto, cresciuto. In una lettera che scrissi alla ministra Azzolina quando dovetti affrontare l’esame di maturità, scrissi appunto che in quella determinata circostanza l’esame era evitabile. Sottolineai con sincerità l’importanza di quell’esame per tutti gli studenti e lo paragono alla patente e a qualsiasi altro rito di passaggio per aprire le varie porte del mondo adulto. Ma non sono ancora sicuro che siano 3 prove finali a determinare la maturità di uno studente. Non mi bastava aver fatto un esame finale e non mi sembrava giusto dare quelle poche nozioni ripetute più o meno a memoria per uscire con un voto gradito. Era tutto così normale e usuale, tutto scontato e progettato, e non mi andava giù.

Così decisi di portare il libro come firma di maturità (ovviamente a seguito di tutte le domande e gli interventi di usual rito), ancora in fase di progetto all’esame e decisi che quello sarebbe stato il mio esame di maturità: terminare un progetto importante, finire un libro di 140 pagine, fare qualcosa per gli altri, dedicare del tempo per sostenere un progetto importantissimo, una necessità per chi in ospedale è stato nominato guerriero/a.

Il ricavato verrà in parte devoluto per sostenere il progetto “Quasi a Casa”

Eco di Bergamo del 22 ottobre 2020