All’interno dell’ospedale Papa Giovanni XXXIII di Bergamo esiste un reparto speciale che si prende cura di bambini e ragazzi fino ai 18 anni di età affetti da patologie tumorali: l’Oncoematologia Pediatrica.

Il fatto è che la gente ha paura della malattia, della sofferenza. Ci sono molti malati che    restano soli, tutti i loro amici   spariscono,     spaventati. Non bisogna avere paura!           È proprio questo allontanamento che mette     timore a noi malati. Se invece gli altri ci        stanno vicino, ci vengono accanto, ci mettono  una mano sulla spalla e ci dicono: Dai che  ce la fai!, è quello che ci dà la forza di        andare avanti. Se questo non succede ti chiedi: perché vanno così lontano? Se loro, che non sono coinvolti in prima persona, hanno paura, allora devo temere anchio Perché dovrei  lottare per la guarigione se nessuno mi sta     accanto? Io non ho avuto nessuno che si è allontanato da me, anzi estranei, persone che non conoscevo, si sono avvicinati a me. Ma non      tutti sono così fortunati. Io, invece, vorrei che fosse così per tutti.

Il fatto è che la gente ha paura della malattia, della sofferenza. Ci sono molti malati che restano soli, tutti i loro amici spariscono, spaventati. Non bisogna avere paura!
È proprio questo allontanamento che mette timore a noi malati.
Se invece gli altri ci stanno vicino, ci vengono accanto, ci mettono una mano sulla spalla e ci dicono: “Dai che ce la fai!”, è quello che ci dà la forza di andare avanti.
Se questo non succede ti chiedi: perché vanno così lontano? Se loro, che non sono coinvolti in prima persona, hanno paura, allora devo temere anch’io… Perché dovrei lottare per la guarigione se nessuno mi sta accanto?
Io non ho avuto nessuno che si è allontanato da me, anzi estranei, persone che non conoscevo, si sono avvicinati a me.
Ma non tutti sono così fortunati.
Io, invece, vorrei che fosse così per tutti.

Cosa lo caratterizza...

Cosa lo qualifica...

Cosa caratterizza l’Oncoematologia Pediatrica di Bergamo

  • Una rete virtuosa che è composta da una équipe di medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, insegnanti e volontari che in stretta collaborazione tra loro e con gli altri professionisti competenti all’interno dell’ospedale capaci di mobilitarsi ed adoperarsi ben oltre il loro dovere professionale per garantire e offrire le migliori cure possibili ai bambini e ragazzi ricoverati.
  • Il reparto è parte integrante dei 50 centri della AIEOP (Associazione Italiana di Emato-oncologia Pediatrica), per poter condividere e fruire delle più avanzate cure a livello di ricerca clinica, indagini di laboratorio specifiche, studio di malattia minima residua, biologia molecolare etc. Garantendo che ogni singolo caso di neoplasia pediatrica sia preso in carico seguendo protocolli di diagnosi e trattamento che sono internazionali e si basano sulle più avanzate conoscenze del momento per ogni specifica patologia.

Ma cosa lo qualifica in modo speculiare

“Curare prendendosi cura”

  • l’attenzione al bambino come persona e non solo come un semplice fruitore di cure; al centro della cura c’è il bambino con i suoi bisogni
  • la capacità nel prendersi cura di tutto quello che ruota attorno al bambino oncologico e alla sua famiglia andando oltre le problematiche legate alla malattia, facendosi carico dei bisogni psicologici, sociali, relazionali, didattici, sportivi
  • la lotta per abolire il dolore: ogni procedura connessa alla terapia oncologica è eseguita con assistenza anestesiologica per dare sempre un’adeguata analgesia ai bambini. Grazie alle donazioni di privati è stato possibile dotare il reparto di alcune attrezzature che rispecchiano questa volontà.
  • l’essere “squadra” trasmettendo ai giovani pazienti che non sono soli a lottare, la famiglia e tutti gli operatori del reparto sono alleati preziosi nell’affrontare le terapie.
  • la possibilità di raccontare la propria storia: all’interno del reparto esiste una postazione con un grande quaderno a disposizione di tutte le persone che vogliono affidare alla scrittura emozioni, paure, speranze, gioie che si vivono in reparto, o solo per dire “Grazie”. Un momento di Medicina Narrativa.

I progetti in ospedale continuano e si moltiplicano

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di Studio
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Per i piccoli pazienti della Pediatria